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Siamo finiti sulla homepage di MioJob di Repubblica.it con un articolo firmato da Manfredi Liparoti dal titolo “Un’idea per trovare lavoro Sfinz, start-up per la crisi”

Dategli un’occhiata!

 

Sfinz a Smart&App

Lo scorso Sabato 18 maggio siamo andati in onda nella trasmissione Smart&App di La3

Ecco a voi l’intervista integrale

Sfinz e Dropis a Ballarò

Nella puntata di Ballarò del 07/05/2013, all’interno del servizio “Barattando” di Enzo Miglino, si parla di Sfinz e Dropis!

Con iSWAP la tecnologia “avanzata” ora si scambia

Non giochi più con la tua vecchia consolle, ma cerchi una macchina digitale?
iSwap party è l’evento che fa per te.

Sabato 20 aprile presso The Hub Roma si svolgerà lo Swap Party Hi-tech, una festa del baratto in
cui scambiare oggetti senza l’uso di denaro.

COME FUNZIONA
• Porta uno o più oggetti, nuovi o usati.
• La giuria assegnerà loro un valore in dropis e allestirà un mercato.
• I dropis non utilizzati nel mercato potranno essere spesi in eventi successivi o sulle piattaforme
virtuali che aderiscono alla rete Dropis.

COME PARTECIPARE
L’ingresso all’evento è gratuito.
Si possono portare smartphone, tablet, macchine fotografiche, oggetti di elettronica, accessori,
funzionanti e di valore minimo da nuovo da 100 a 3.000 euro. Per ottenere una migliore
valutazione, portare scatola e scontrino/ricevuta degli oggetti, altrimenti la valutazione sarà a
discrezione della giuria.

QUANDO E DOVE
Sabato 20 aprile 2013 presso The Hub Roma (viale Dello Scalo San Lorenzo 67)
dalle 18.00 consegna e conversione degli oggetti in crediti
dalle 19.00 apertura mercato del baratto

INFO
Segui l’evento Facebook: www.facebook.com/events/147536752080427/
Tel. 327.8921457

Consigli per scegliere un buon idraulico

L’idraulica è una cosa con cui tutti, almeno un paio di volte nella vita, dobbiamo fare i conti. Forse per i piccoli lavoretti possiamo provare ad arrangiarci da soli, ma spesso il lavoro è semplicemente troppo grande o grave per essere risolto con un po’ di fai-da-te. C’è anche chi pensa di farcela da solo e inizia a trafficare con tubi e strumenti, solo per lasciare tutto a metà quando non riescono più nemmeno a immaginare come sia successo quell’enorme disastro. Dovremmo quindi rivolgerci ad un idraulico, ma per evitare fregature occorre essere molto cauti nella scelta, cercando aziende di termoidraulica affidabili.

Il modo migliore per selezionare un idraulico è attraverso le referenze di altre persone.  Se invece non riuscite a trovare alcun idraulico soddisfacente attraverso questo sistema, potete cercare su Sfinz o su directory online, e chiamarne uno adottando però delle precauzioni.

Prima di tutto tenete bene a mente quali sono le vostre necessità nel fare la selezione. La maggior parte degli idraulici ha più esperienza nei piccoli lavori di routine, come riparare la cisterna del water o un rubinetto che perde. Questi son perfetti per queste piccole o medie emergenze, ma non sono l’ideale se avete bisogno di rifare tutto l’impianto. Per questo, dovete cercare un idraulico specializzato nel rinnovamento di bagni e cucine. Inoltre ci sono anche delle differenze tra idraulici specializzati nei lavori residenziali e quelli specializzati negli impianti idraulici industriali.

Una volta raccolti i numeri di alcuni idraulici qualificati nella vostra area, potreste fare delle piccole ricerche, come chiedere se qualche vicino ne conosce qualcuno, oppure chiamarli e chiedere un preventivo o almeno qual è il costo dell’uscita. Oppure cercare qualche commento nei siti specializzati.

Se invece avete bisogno di un lavoro di ammodernamento completo, è meglio selezionare alcune aziende di impianti termoidraulici e chiamarli a vedere casa vostra per vedere di cosa avrebbero bisogno. Possono fornirvi un preventivo per il costo del lavoro più il materiale. Potreste anche chiedere quanto sarebbe il costo del lavoro se compraste voi il materiale da fornire loro. Gli idraulici a volte coprano il materiale in vendite all’ingrosso perciò loro potrebbero comunque risparmiare qualche commissione nel mezzo se fornite loro il materiale. Comunque, spesso potrebbe non esserci molta differenza per voi perché potrebbe non essere possibile ottenere il materiale allo stesso prezzo. Però se facendo una ricerca anche rudimentale venisse fuori che le persone da voi scelte vi stanno truffando, richiedendo una somma più grande del dovuto per i beni, sapete che dovrete assolutamente cercare un altro idraulico. Infatti le probabilità che vi stia fregando sia sul materiale che sul costo del lavoro sono alte. Assicuratevi anche che i materiali usati siano di buona qualità, dato che quelli di bassa qualità potrebbero divenire un problema in fretta.

Mentre chiamare un idraulico a volte è davvero necessario, potete anche provare a fare qualche piccola riparazione da soli, con l’aiuto di qualche guida magari. E anche se alla fine chiamate un idraulico, un modo facile per risparmiare è fare alcuni piccoli lavoretti preliminari da soli per ridurre il tempo di lavoro dell’idraulico e così anche il costo.
Informazioni sull’Autore
A cura di Martina Meneghetti
Prima Posizione Srl – Consulenza Imprese
Fonte: Article-Marketing.it

Vita da imbianchino: l’impegno, le tasse e l’incubo del lavoro nero

“La decisione di smettere di studiare l’ho presa a 17 anni. Fare l’imbianchino all’inizio è stata una scoperta ma subito dopo è diventata una passione”. Oggi Marco ha 31 anni, lavora in proprio da più di dieci, ha una moglie, un bimbo piccolo e un secondo in arrivo. Ogni tanto ci dite che non raccontiamo spesso di giovani “normali”. Beh, Marco lo potrebbe essere, in un certo senso. Se non fosse che, sentendolo parlare, capendo quanto impegno ha messo e sta mettendo per costruire la sua vita, si realizza che  la sua determinazione e saggezza sono piuttosto fuori dal comune. Bravissimo nel suo lavoro, Marco vive (anche) grazie al passaparola. Ma premette che “l’imbianchino andrebbe fatto solo per passione. Altrimenti, è più semplice trovare uno spazio sul mercato facendo il muratore”. Lavorando in proprio, ogni mese lo stipendio “è una sorpresa. E’ sempre difficile fare delle previsioni per capire quanto avrai in tasca a fine mese. Un altro problema è che  il mio è un lavoro che sembra facile, così molta gente si improvvisa e il mercato si è rovinato“.

Ma come ha iniziato la sua attività? “Nel 2000 ho fatto un mutuo per comprare il furgone e i ponteggi. Purtroppo era a tasso variabile e così, partendo dal 3% me lo sono ritrovato all’8%”.

Come si fronteggiano difficoltà così concrete? “Cercando di lavorare sempre meglio, di aggiornarsi per far sì che le persone siano soddisfatte e ti chiamino di nuovo o suggeriscano il tuo nome. Man mano che passano gli anni le spese aumentano sempre di più. Il lavoro lo devi prendere dove ti capita e spesso ti trovi a fare i conti anche con il gasolio che spendi per fare benzina e raggiungere il posto dove devi imbiancare. E’ un problema anche quello, per tutti”. Ma il vero male, la vera, enorme difficoltà da superare per chi fa il suo lavoro è “il nero. Per via della gente che si improvvisa, da una parte, rovinando la nostra professionalità. E poi altre difficoltà ci sono per via di tutta quella burocrazia con cui sei cotretto ad avere a che fare. Il punto è che la legge dovrebbe essere uguale per tutti e invece non lo è. Molte aziende, per esempio, ti chiamano per fare dai lavori veramente grossi, poi dichiarano fallimento e non ti salderanno mai. Ma come è possibile che la legge dia questo tipo di vantaggi a chi può scegliere di chiudere un’attività e non pensano a chi nel frattempo si è spaccato la schiena in quel posto? La verità è che chi ha i soldi comanda”. Ma se una persona sceglie di non pagare, non può rivolgersi a degli avvocati? “Si, ma quando magari su 3mila euro di fattura ne devi spendere 2mila di avvocato, lasci perdere”.  E proprio le fatture sono un altro grosso punto dolente:

 ”Io non posso essere considerato come libero professionista ma come artigiano. Per questo sono obbligato a fare la fattura a fine lavori, non quando prendo i soldi, come tutti gli altri”.

Cioè, lei non può fatturare quando effettivamente le danno i soldi in mano? “No, perchè la gente te la chiede e la può pretendere a fine alvori per scaricare dei soldi che però a me non ha ancora dato. E io, sulle fatture che emetto, pago le tasse. Inoltre, rientrando nella categoria dell’artigiano, anche la quota dell’asilo di mio figlio è più alta”. La risposta a tutto questo, per il momento, è una sola: “Continuare a lavorare sodo e a impegnarmi al massimo in ogni cosa che faccio. E già si tratta di un lavoro in cui non hai orari, ferie, malattie, dovendoti gestire da solo. Ma sono convinto che per ottenere qualcosa serve dare molto prima”. Una considerazione semplice e condivisibile, eppure Marco giura di non trovare molti coetanei che non solo a parole, ma anche con i fatti, sono d’accordo con lui:

“Non so se sia colpa della società o dei genitori, ma vedo che non a tutti i ragazzi è chiaro che per mangiare bisogna lavorare. Quella scatolina di plastica che tutti noi teniamo in salotto ormai ci ha insegnato che puoi fare soldi senza lavorare. Si è perso un pochino il valore di guadagnarsi le cose”.

Nel frattempo, perché cambino un pochino le cose, la speranza è che i politici “oltre a parlare di giovani, si rendano conto realmente di quello che abbiamo bisogno e che facciano qualcosa di concreto per venirci incontro. Viviamo in un mondo che in eredità ci ha lasciato ben poco”.

twitter @ChiaraMaff

Sfinz partecipa a “Fa la cosa giusta”

In occasione della fiera “Fa la cosa giusta!” dedicata al consumo critico e agli stili di vita sostenibili, Sfinz sarà presente all’incontro:
“Sharing Economy: felici di condividere. Ma cosa?”.

Una panoramica per approfondire insieme le tematiche del consumo solidale e capire e conoscere i nuovi stili di vita più green e sostenibili.

L’appuntamento è per sabato 16 marzo, ore 12.00 presso la sala Rita Levi Montalcini in Fieramilanocity.

Se capitate da quelle parti ci farà piacere conoscervi di persona e scambiare 4 chiacchiere!

Professione: dog sitter

di VALERIA ROSSI – Chi è? Cosa fa? E soprattutto, come si fa a diventarlo?
Quella del dog sitter è una figura ancora poco conosciuta, tanto che molte persone ancora rinunciano all’idea di avere un cane “perché lavorano tutto il giorno” …ma nessuno rinuncerebbe ad avere un figlio per lo stesso motivo: altrimenti il mondo ormai sarebbe semispopolato. Eppure non è che le mamme possano godere molto a lungo dei permessi di maternità: e il bambino ci mette molto più tempo del cane a diventare indipendente e autosufficiente! Ma quando si pensa a questo argomento, per il bambino, si trova subito la risposta: “ci sono le baby sitter!”.
Bene, per il cane è la stessa cosa.
Ci sono i dog sitter: che possono offrire servizi diversi (dal “dog walker”, che si occupa soprattutto di portare i cani a passeggio, al “dog sitter” che li segue anche in casa loro, o a chi gestisce “asili” ospitando invece i cani a casa sua).
E’ una professione relativamente nuova (almeno per l’Italia: in altri Paesi esiste ormai da decenni), divertente e appassionante per chi ama i cani, che fornisce un servizio utile e molto richiesto.
Proprio stamattina una lettrice chiedeva, nei commenti: “Mi piacerebbe farlo, ma temo che sia difficile entrare “nel giro”!”
Invece è semplicissimo, perché il “giro” è davvero ampio, ed è formato da tutti coloro che hanno bisogno di un piccolo aiuto per gestire il proprio cane: tutti quelli che lavorano tutto il giorno e non riescono a portarlo fuori abbastanza, per esempio.
E per entrare “nel giro”… basta un volantino! Infatti la richiesta è talmente alta che l’offerta viene subito recepita, anzi colta al volo!
Ne parliamo con Anna Cristini, dog sitter che non vive in una grande città ma in un paese in provincia di Bergamo, Stezzano, con poco più di dodicimila abitanti (dimostrando così che non serve la metropoli per iniziare a fare questo lavoro).

Anna da bambina

Anna, come ti è venuta l’idea di fare la dog sitter?
Per passione… e perché non sono mai riuscita ad avere un cane in vita mia! Li ho sempre amati, fin da bambina quando vedevo un cane…non lo mollavo più! Ho sempre saputo che il mio futuro doveva essere con loro: ma in casa mia non c’è speranza, mia madre non ne  vuole proprio sapere. E’ stata già dura farle accettare il gatto: anzi, a dire il vero, quando ho portato a casa la mia micia, mia madre voleva che le trovassi immediatamente casa. Io ho obbedito, ho messo un bell’annuncio sul giornale…col numero di telefono sbagliato, però. Così la gatta è rimasta e alla fine ci si è affezionata anche lei: ma con un cane sarebbe proprio impossibile.
Allora mi sono ingegnata per avere comunque “tanti cani”: che non sono miei, ma che mi vogliono bene lo stesso perché sono loro amica.

Come hai cominciato?
Semplicemente con dei volantini: li ho portati un po’ in tutti i posti che avessero a che fare con i cani, ambulatori veterinari, pet shop…perfino in un ristorante molto in voga dalle nostre parti. Curiosamente, è stato proprio da questo che sono arrivati alcuni dei miei clienti più affezionati! Naturalmente non ci credeva nessuno: mi prendevano tutti in giro e mi dicevano “ma  che lavoro sarebbe, questo? Non ti chiameranno mai!”. Invece è stato il contrario: ho dovuto rifiutare alcune richieste! Anche perché, inizialmente, temendo che ci fosse poco interesse, sono andata a portare volantini anche in paesi piuttosto lontani dal mio: ma mi hanno chiamato così in tanti che ho dovuto limitare il raggio di azione, anche perché se dovessi andare troppo lontano spenderei troppo in viaggi e finirei o per rimetterci, o per dover chiedere cifre troppo alte. Adesso mi sono fatta la mia clientela “locale” e non dico che mi sono arricchita, per carità…però il mio piccolo “stipendio” lo metto insieme, e da studentessa la cosa mi fa davvero molto comodo. Per di più guadagno stando con i cani, che sono la passione della mia vita…quindi, cosa potrei volere di più?

Quali servizi offri? E cosa viene richiesto più spesso dai clienti?
Io ho cercato di dare qualche opzione in più del semplice “dog walking”, perché sto facendo anche un corso da educatrice cinofila e quindi mi offro anche di occuparmi di piccoli problemi comportamentali: non cose serie, per le quali non sono ancora pronta né “titolata”, ma problemini come il classico cane che tira, o che salta addosso. Ho anche due cagnine di piccola taglia che soffrono di ansia da separazione e sto cercando di aiutarle a superarla.
Se poi si tratta di cuccioli o comunque di cani ineducati, offro anche un po’ di educazione di base.
Insomma, un mix di dog sitting, psicologia canina e… mini-addestramento: per esempio, tra i miei clienti c’è un Labrador che ho iniziato a seguire quando aveva due mesi, egli ho insegnato io a camminare al guinzaglio, a fare “seduto”… l’educazione di base.
Adesso che è “grande” io lo gestisco facilmente e anche i suoi umani hanno un cane ben educato che non pone problemi.

Fai anche “asilo” per cani?
No, purtroppo no: ci ho provato due volte, ma è troppo complicato, specie in casa mia! Quindi offro il servizio contrario: vado io a casa del cane. Non è sempre facile trovare persone che accettino questo tipo di servizio, anche perché devono darti le chiavi di casa e finché non ci si conosce, ovviamente, non è che tutti si fidino (giustamente): ma quando ti conoscono e capiscono chi sei, l’iniziale differenza si supera. Adesso ho anche qualche cliente fisso che seguo direttamente a casa sua.

Ti occupi di molti cani alla volta?
No, preferisco seguirne uno solo alla volta, massimo due: anche perché, proprio per caso, credo, i miei clienti sono quasi tutti cani di taglia abbastanza grande…e io no! Quindi preferisco evitare di correre il rischio di essere “trainata” da una muta di cani. E poi occuparmi di un cane solo mi permette di offrirgli molto di più: perché non è che io mi limiti a portarli fuori al guinzaglio. Andiamo anche in aree sicure, dove posso liberare il cane e farlo giocare (parto sempre di casa con la mia “borsa di mary poppins” piena di giochi di ogni tipo!); e con i cani che devono fare molto movimento utilizzo anche la bici, o i roller… così loro riescono a fare esercizio fisico senza che io debba ammazzarmi per stargli dietro, cosa che non riuscirei mai a fare  perché non sono una maratoneta! Allora mi munisco di “ruote” e ci divertiamo entrambi un sacco, sia io che il cane.

L’esperienza al rifugio

Sembri  davvero entusiasta del tuo lavoro…non hai mai avuto esperienze negative?
Finora no, assolutamente. Ed è verissimo che ne sono entusiasta.  Guarda, sulla mia pagina di facebook c’è una galleria di foto che mi ritraggono con i “miei” cani…con i miei clienti, insomma, che però io sento un po’ come se fossero miei. Quella galleria l’ho intitolata “Questo dev’essere il mio futuro”, perché è proprio quello che voglio. Stare con i cani, comunicare con loro, essere utile ai cani e, se potrò, anche ai loro umani…ma soprattutto, io amo i CANI!
Per questo, adesso, ho cominciato anche a fare un po’ di volontariato in canile, al rifiugio del cane di Seriate: avevo un po’ di perplessità all’inizio, anzi, con quello che si vede e si legge in giro, ero davvero preoccupata. Pensavo “chissà cosa troverò”, temevo di trovarmi di fronte a situazioni tragiche: invece è stata una bellissima sorpresa, perché questo rifugio è gestito splendidamente, i cani stanno benissimo, davvero gli manca soltanto una famiglia per essere completamente felici. Così anche questa si sta rivelando una bella esperienza.

Ultima domanda, che sicuramente interesserà chi volesse intraprendere la tua stessa carriera: quando guadagna un dog sitter?
Io prendo dieci euro… non “all’ora”, ma “a uscita”: che dura minimo un’ora, ma a volte (se il tempo è bello, se possiamo andare al parco, se non ho troppi impegni nella stessa giornata) dura anche tre ore. Visto che stiamo bene e ci divertiamo,  il tempo passa quasi da solo!

Articolo gentilmente concesso da

Comunicato stampa congiunto SFINZ e Dropis

E’ con piacere che, insieme agli amici di Dropis, abbiamo lanciato un comunicato stampa congiunto per far conoscere a tutti le novità della partnership tra SFINZ e Dropis.

Potete scaricare il comunicato da qui.


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